ART DIRECTOR: MARIA GABRIELLA DAMIANI

MODIGLIANI: UN FLANEUR DELLE DUE RIVE. IL SOGNO. IL SEGNO. CONFERENZA AUDIOVISIVA a cura della Prof.ssa Claudia Attimonelli

Data Evento: 6 febbraio 2015

Per la rassegna “Discorsi in galleria”, venerdì 6 febbraio, prende inizio un ciclo di eventi che avranno come filo conduttore i 5 sensi.

Tutti gli eventi prevedono un incontro in galleria relativo alla figura storica di un grande artista a cui seguirà, subito dopo, una cena a tema presso il Relais La Sommità.

Si parte con il I evento dedicato ai sensi della vista e dell’udito.

VENERDI’, 6 febbraio 2015

DOPPIO APPUNTAMENTO SUL GRANDE ARTISTA AMEDEO MODIGLIANI

ore 19,30 – INGRESSO LIBERO

MODIGLIANI: un flaneur delle due rive. Il sogno. Il segno.

CONFERENZA AUDIOVISIVA a cura della Prof.ssa Claudia Attimonelli

Galleria Orizzonti Arte Contemporanea
Piazzetta Cattedrale – Ostuni

T. 0831.335373 / 348.8032506
www.orizzontiarte.it

ore 21,00 – INGRESSO SU INVITO

CENA A TEMA “UN ASSAGGIO AL BUIO” a cura di Giusy Santomanco

Relais La Sommità
Via S. Petrarolo, 7 (centro storico)
Ostuni

T. 0831 305925 – info@lasommita.it
www.lasommita.it

DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELL’EVENTO:

Ore 19,30
CONFERENZA AUDIOVISIVA presso la galleria Orizzonti Arte Contemporanea a cura della Prof.ssa Claudia Attimonelli

MODIGLIANI: un flaneur delle due rive. Il sogno. Il segno.

Entreremo nel mondo del grande artista, raccontando la storia d’amore che lo legò a Jeanne Hébuterne Modigliani attraverso le parole di sua figlia, sopravvissuta al suicidio di entrambi i suoi genitori.
Entreremo nel suo mondo attraverso il tono della sua Voce che sembra fosse davvero inconfondibile, tanto da legare a sé per sempre la bellissima Jeanne.

Racconteremo aneddoti e storie della famosa coppia, che nella Parigi dell’epoca hanno movimentato e segnato per sempre, la pittura e la vita del grande Modigliani.

Ecco come la curatrice dell’evento, la Prof.ssa Claudia Attimonelli, ci racconta la conferenza:

“Mi pare ancora di sentire la voce di Modigliani! Era una voce singolare, difficile a descriversi: piuttosto delicata, direi persino un po’ femminea, e tuttavia capace di modularsi in più toni. Comunque gradevole. L’ho ancora così bene nelle orecchie che se mi accade di sentirne una simile per strada, non posso fare a meno di pensare a Modigliani”
(Paulette Jourdain, Monte Carlo 5 luglio, 1969).

La voce, la grana della voce, secondo quanto scritto dal semiologo francese Roland Barthes, è il “luogo privilegiato della differenza” (1977), poiché non è mai neutra, e poiché instaura sempre un rapporto amoroso con chi, anche suo malgrado, l’ascolta. È per questo che proviamo ad avvicinare la storia di Modigliani, prima ancora che dai suoi dipinti, da una descrizione di ciò che più è inafferrabile come la (sua) voce.

Questo ricordo di una delle modelle di Amedeo Modigliani è tratto dal volume intitolato “Jeanne Modigliani racconta Modigliani” (1984, Graphis Arte), un testo che seguiva il precedente sforzo documentale ad opera della figlia dell’artista, dal titolo “Modigliani senza leggenda” edito nel 1958. In questi scritti Jeanne – figlia – si adoperava con tutto l’amore, la passione e la tenacia possibile affinché si ricostruisse, tessere per tessere, il mosaico misterioso e leggendario riguardante suo padre e sua madre. Nel 1981 riuscì nell’impresa straordinaria di organizzare la prima retrospettiva esaustiva dedicata al padre che comprendeva più di 250 opere (non solamente dipinti, ma anche sculture a cui l’artista teneva molto in vita, disegni e gouaches).
Nella canzone che Vinicio Capossela dedica a Modigliani, intitolata Modì, tenta di raccontare l’amore tra i due scegliendo il punto di vista di Jeanne, la sposa, e le fa dire anche: “Per amore tradivi / per esister morivi / per trovarmi fuggivi fin qua”.

Jeanne Hébuterne Modigliani, fu il grande amore di Dedo, suicidatasi il giorno dopo la morte di lui, mentre portava in grembo la figlia sua omonima e sopravvissutale, fu poi seppellita accanto all’amato nel cimitero di Père Lachaise con un epitaffio che recita: “Devota compagna sino all’estremo sacrifizio”. Nota per la sua conturbante bellezza, portava il soprannome artistico di “noix de coco” (noce di cocco), in virtù della forma e dei toni perfetti del suo volto. Attraverso le voci dei ricordi raccolti dalla figlia e le fotografie che ritraggono i personaggi delle due rive parigine coevi di Modigliani – la Rive Droite e la Rive Gauche – ci immergeremo nel fiume di esistenze maledette, laddove Modì ha lo stesso suono di maudit (epiteto francese per poeti e artisti maledetti nel loro destino).

Ore 21,00
CENA A TEMA “UN ASSAGGIO AL BUIO” presso il Relais La Sommità a cura di Giusy Santomanco.

“Dipingerò i tuoi occhi quando conoscerò la tua anima.” Modigliani.

In un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, una cena all’insegna della riscoperta dei sensi.

Giusy Santomanco ci aiuterà a ritrovare il valore dell’ascolto, il bello del tatto, il piacere del gusto e il fascino dell’olfatto.
Una mascherina di raso nero che scivola sugli occhi dei commensali per assaporare una sola portata del menù; la vista si oscura per favorire un’esplosione di sensazioni.

L’evento di singolare intensità è sapientemente studiato per esaltare i nostri sensi: un momento conviviale completamente al buio durante la cena, esplorando una nuova esperienza di comunicazione e socializzazione.

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