A dir poco un pastrocchio. Una cacofonia di opere d’arte piazzate alla rinfusa nello spazio pubblico senza cura, senza dialogo, senza logica, senza rispetto né consapevolezza
Di pasticci relativi all’arte pubblica ne abbiamo visti, criticati e raccontati fin troppi negli ultimi anni, ma con ogni probabilità questo può ambire al podio dei pastrocchi più imbarazzanti e surreali. Siamo a Firenze, in Piazza Duomo. Un luogo già perfetto di per sé che dovrebbe essere trattato con un certo riguardo: qui hanno lavorato i più grandi artisti, progettisti e architetti del mondo da Arnolfo di Cambio a Filippo Brunelleschi passando per Giotto, Lorenzo Ghiberti, Michelangelo e Donatello, solo per citarne alcuni. Questo significa che non si possono effettuare interventi di arte contemporanea in un ecosistema così strabiliante? No. Tutt’altro. Il coraggio di collocare opere di artisti viventi è il benvenuto, ma il livello deve necessariamente essere paragonabile ai giganti di cui sopra. E invece…
Le sculture di Emanuele Giannelli sotto al Duomo di Firenze
E invece da qualche giorno sono comparsi giusto dietro all’area absidale della chiesa di Santa Maria del Fiore, sotto la cupola del Brunelleschi, accanto al Museo dell’Opera e di fronte all’ingresso della Presidenza della Regione Toscana due altissime “statue” firmate dall’artista Emanuele Giannelli. Giannelli è un artista nato a Roma all’inizio degli Anni ’60 e poi stabilitosi a Pietrasanta, non perdiamo tempo a commentare la ricerca e la produzione di Giannelli…