1907
1962
due epoche un dialogo
a cura di Ilaria Caravaglio
10 – 29 maggio 2026
Orizzonti Arte Contemporanea
Piazzetta Cattedrale, Centro Storico, Ostuni
A distanza di un anno dalla sua prima presentazione al pubblico, in forma di anteprima, al MIA Photo Fair di Milano, il progetto PACANOWSKA / PACANOWSKI 1907 – 1962 – Due epoche un dialogo trova oggi una sua piena restituzione espositiva nella project room di Orizzonti Arte Contemporanea, inaugurando la stagione 2026 secondo una consuetudine che, negli ultimi anni, ha visto questo spazio configurarsi come luogo privilegiato di indagine e sperimentazione.
La mostra apre la quarta stagione dello spazio dedicato alla ricerca e si accoda alle riflessioni degli anni precedenti, inserendosi in una traiettoria ben definita, come momento di attraversamento, non soltanto del luogo e della materia, ma del tempo stesso, inteso come dimensione fluida, porosa, continuamente riscrivibile.
Il lavoro nasce non soltanto come una dichiarazione di continuità tra l’arte del passato e del presente, bensì come un confronto disteso e consapevole, per il quale la project room diventa il luogo di una contemplazione intima, in cui il dialogo tra Andrea Pacanowski e Felicia Pacanowska si dispiega in tutta la sua complessità.
Le opere in mostra sono il frutto della giustapposizione tra pittura, disegno, incisione, medium artistici utilizzati dalla zia Felicia in pieno ‘900, e la fotografia, la tecnica del nipote Andrea, ben noto nel panorama contemporaneo internazionale per i suoi scatti dalla connotazione fortemente pittorica.
Al centro della ricerca permane quella tensione già evidente: un confronto che non è mai semplicemente genealogico, ma profondamente linguistico. Il legame familiare si fa dispositivo critico, occasione per interrogare la natura stessa dell’immagine e la sua capacità di attraversare epoche e codici espressivi. La cifra stilistica di Felicia Pacanowska, radicata nella temperie dell’École de Paris, incontra lo sguardo fotografico contemporaneo del nipote in un territorio ibrido, in cui i confini disciplinari si dissolvono.
Non si tratta, tuttavia, di un’operazione nostalgica né di un esercizio di citazione. Pacanowski agisce sulle opere della zia come su una materia viva, riattivandone le potenzialità latenti attraverso un processo che è insieme interpretazione e trasformazione. La fotografia diventa dunque strumento di attraversamento: non documenta ma rifonda, non riproduce ma genera.
Le immagini si costruiscono per sovrapposizioni, slittamenti, innesti rispettosi, entrando decisamente “in punta di piedi” nello spazio -e nella storia- delle opere più antiche. Nei lavori che dialogano con la figurazione, il corpo si inserisce nello spazio pittorico senza fratture apparenti, come se fosse sempre appartenuto a quell’immagine. Nelle rielaborazioni dell’astrazione, il gesto si fa più libero, quasi dissolto, e la fotografia perde ogni residuo di referenzialità per avvicinarsi a una dimensione puramente percettiva.
È in questo continuo oscillare tra riconoscibile e indefinito che il progetto trova la sua forza: una metamorfosi dell’immagine che non è mai definitiva, ma sempre in atto, ed in cui il tempo non è più linea, ma superficie sulla quale le immagini si depositano, si cancellano, riaffiorano.
Il debutto del progetto in uno spazio espositivo così intimo segna un passaggio fondamentale per il suo radicamento, incontrando nella project room una dimensione più coerente con la sua natura introspettiva e stratificata. L’allestimento non amplifica, ma concentra; non spettacolarizza, ma invita a una visione ravvicinata, quasi meditativa.
PACANOWSKA / PACANOWSKI si configura dunque come un dispositivo di memoria attiva, in cui l’eredità artistica non viene semplicemente conservata, ma continuamente riscritta. Un lavoro che interroga la possibilità stessa del dialogo tra epoche, dimostrando come l’immagine, quando sottratta a una lettura lineare, possa diventare luogo di incontro e di trasformazione.
In questa apertura di stagione, la project room si conferma ancora una volta come spazio di soglia: un luogo in cui l’arte non si limita a mostrarsi, ma si espone nel suo farsi e nel suo continuo ridefinirsi, tra passato e presente.
Biografia
Andrea Pacanowski nasce a Roma nel 1962, in una famiglia dalla spiccata sensibilità artistica:
il padre è architetto, la zia pittrice dell’École de Paris e la nonna scultrice. Su queste solide fondamenta, Andrea costruisce il proprio percorso formativo: dopo il diploma al liceo artistico, inizia a lavorare nello studio di Alberta Tiburzi, celebre fotografa italiana di fama internazionale.
Per oltre vent’anni, Pacanowski si dedica alla fotografia di moda, sviluppando il suo linguaggio creativo e lavorando sia in Italia sia all’estero, principalmente in Canada e negli Stati Uniti, con collaborazioni editoriali, pubblicazioni e campagne pubblicitarie.
Nel 2008, l’urgenza di dedicarsi pienamente all’arte si fa imprescindibile, dando avvio a un percorso di continua sperimentazione e ricerca tecnica. Questo lo porta a sviluppare una commistione tra fotografia e pittura, in un dialogo tra virtuale e reale che si concretizza in opere tridimensionali e uniche, dove il linguaggio fotografico è esasperato fino a evocare la pittura.
Pacanowski utilizza una tecnica assolutamente inusuale, realizzando fotografie senza interventi di post-produzione. Da questa scelta derivano soluzioni visive inedite, in cui l’immagine si trasforma in quadro. Questa tecnica, già complessa e articolata, è stata estesa alla trasposizione audiovisiva, integrando movimento, dinamismo e sonorità, come nella video-installazione Acquario, dove la ricerca della luce, la composizione delle forme e l’accostamento cromatico rivisitano la sua esperienza artistica nella fotografia.
Andrea Pacanowski debutta come artista a Parigi nel 2008 e partecipa a numerose collettive e fiere internazionali a New York, Miami, Singapore, Istanbul, Milano, Bologna e Roma.
Nella capitale, nel marzo 2012, tiene la sua prima personale, All’infuori di me, al Museo di Roma in
Trastevere, ottenendo un grande consenso di pubblico e critica. La mostra è stata
successivamente ospitata a Napoli, Brindisi, in Sicilia e a Spoleto.
Attualmente, Andrea Pacanowski vive e lavora a Roma.
GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazzetta Cattedrale (centro storico) – 72017 Ostuni (Br)
Tel. 0831.335373 – Cell. 348.8032506
info@orizzontiarte.it – www.orizzontiarte.it


